Cioccolata calda, thè e caffè. Benvenuti nel regno dello Schiaccianoci

Cosa ci fanno tre bevande esotiche in uno dei balletti più famosi della storia? E cosa nascondono dietro all’incantata atmosfera della vigilia di Natale che tanta serenità infonde da più di cent’anni?

Una suite d’incanto. Il 18 dicembre 1892 Pëtr Čajkovskij portò in scena nel teatro Mariinskij di San Pietroburgo il suo Lo Schiaccianoci, balletto in due atti coreografato dal ballerino Lev Ivanov. La suite da concerto per orchestra era stata realizzata già nell’agosto dello stesso anno. Doveva essere solo un’anteprima, ma l’esito fu trionfale. Una suite che apre le porte alla piccola Marie (o Clara, a seconda della versione) e al principe Schiaccianoci – dopo la vittoria nella battaglia contro il Re dei Topi – sul regno incantato della Fata Confetto.
Una celebrazione della magia del Natale, la cui colonna sonora è nelle orecchie di tutti. La sfilata delle danze dei dolci, delle bevande calde, dei fiori e delle gocce di rugiada volteggia sulle melodie romantiche della tradizione russa di Čajkovskij. Un trionfo dell’estetica del divertissement e delle arie che hanno reso Lo Schiaccianoci uno dei più eleganti balletti mai composti. Con un tocco di prezioso esotismo, dato dalle danze della cioccolata calda dalla Spagna, del thè dalla Cina e dal caffè dall’Arabia, ognuna con la propria tipicità musicale.

 

Il racconto celato. Ma raschiata la patina di glassa, cosa si nasconde sotto il balletto? Il libretto è basato sul racconto di Ernst Hoffmann – ma ripreso nella versione più edulcorata di Alexandre Dumas – dal titolo Schiaccianoci e il re dei topi (1816). E sviluppa la trama originale in alcune sue colonne portanti: i doni della vigilia, la battaglia tra i soldatini e i topi, il viaggio nel regno fatato di Marie e lo Schiaccianoci.
Taccia però dell’intreccio di trame che coinvolge realtà – quella di una ragazzina che diventa promessa sposa del nipote del proprio padrino – e fiaba – quella in cui il giovane altri non è che il fratello di una splendida principessa riscattata da un maleficio proprio dal principe Schiaccianoci e dalla piccola Marie. Un intreccio complesso, che originariamente simboleggiava l’intricato confronto dei bambini con il mondo degli adulti. Un filo sottile che divideva l’innocenza del vivere in un mondo ovattato e dalle trame fiabesche, e una realtà che imponeva il rispetto delle formalità sociali e una rapida maturazione.

2018:12:24 Schiaccianoci E Il Re Dei Topi Hoffmann.jpg

L’eternità dello Schiaccianoci. È cambiato molto, quindi, Lo Schiaccianoci dalla sua prima stesura fiabesca. E buona parte delle responsabilità vanno attribuite proprio a Čajkovskij, con Dumas corresponsabile. Se però da una parte c’è da insinuare un “alleggerimento” dell’impianto narrativo e dei temi affrontati, bisogna riconoscere che questa semplificazione ha consegnato la fiaba danzante all’immortalità.
La semplificazione è diventata una sorta di evasione dai tempi cupi in cui un’anima turbolenta può trovarsi a vivere. Un rifugio in cui ogni bambino può immaginare di sconfiggere un Re Topo con la spada o danzare con fiori, dolci e gocce di rugiada. Ma anche un porto sicuro per chi vede il proprio mondo – personale o collettivo – cadere sotto i propri piedi. Un ruolo nuovo che viene ritagliato al balletto in quanto arte.

Ed è per questo che ancora oggi Lo Schiaccianoci è il balletto conosciuto da tutti, almeno nelle sue arie del divertissement. Tramandato da lungometraggi d’animazione, come La favola del principe schiaccianoci (1990) o addirittura Barbie e lo schiaccianoci (2001). Ma soprattutto da Fantasia di Walt Disney (1940), che sui movimenti della suite ha fatto danzare fate, funghi, pesci e fiori.

Fino ad arrivare al riadattamento cinematografico della Disney del 2018, Lo schiaccianoci e i quattro regni, con un super-cast tra cui compaiono Helen Mirren, Keira Knightley e Morgan Freeman.

 

Lo Schiaccianoci è pronto per accompagnarvi anche in questa vigilia di Natale. Con una consapevolezza maggiore che dietro ogni preziosismo, come le danze delle bevande calde, c’è un mondo sommerso che aspetta solo di essere riportato a galla.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea il tuo sito web su WordPress.com
Inizia ora
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close