Biancosarti, l’aperitivo vigorosamente insolito

Non è uno dei liquori più in voga nel nuovo millennio, ma la storia del Biancosarti nasconde perle di rara bellezza. Che sarebbe un peccato lasciar affogare nel suo inebriante oblio.

Il prodotto. La ricetta del Biancosarti, evergreen dell’aperitivo italiano della Prima Repubblica, è segreta. Ciò che si sa è che viene prodotto per distillazione di un macerato alcolico, composto da erba cipollina, timo, cannella e anice, con cortecce e radici che ne danno il proprio gusto deciso. Colore giallo dorato, “l’aperitivo vigoroso” nacque nel secondo dopoguerra nella distilleria Luigi Sarti & Figli. Nel 1952 l’azienda venne acquisita dai fratelli Dalle Molle – già produttori del celebre Cynar – che lo inserirono tra le icone del rilancio dell’industria italiana degli anni del Boom Economico. Attraverso una campagna pubblicitaria martellante che ha consegnato alla storia non poche gioie.

Prezzo: 
Dove: bar, ristoranti e supermercati
Abbinamenti: come aperitivo o come ingrediente per cocktail

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Parola di Sheridan. Impermeabile bianco, modi spicci e intuito infallibile, il tenente Sheridan è entrato nell’immaginario collettivo come il primo detective della televisione italiana. Proprio negli anni in cui spopolava il suo Giallo Club (1959-1961) sul Programma Nazionale – la futura Rai – l’investigatore intrepretato da Ubaldo Lay venne assoldato come testimonial dei caroselli del Biancosarti. Facendo impennare la fama del liquore.

 

Bravo Gino, cosa bevi? Tra il 1967 e il 1968 arriva Giorgio Gaber sugli schermi degli italiani, in tutta la sua maestria. Anche come testimonial per il carosello della Biancosarti non rinuncia a fare il menestrello e cantare col sorriso le sue storie di uomini. Cantautore della generazione d’oro degli anni Sessanta, Gaber diventò uno dei volti più popolari del mondo dello spettacolo. Perfetto per incarnare lo spirito di leggerezza che il liquore voleva simboleggiare.

 

L’insolito spot. Con un balzo di 30 anni ci proiettiamo alla fine degli anni ’90. Un decennio trash per sua stessa natura. E infatti anche dalla storia recente del Biancosarti riemerge una pubblicità di un certo spessore da un punto di vista di eccentricità. In omaggio alla saga di film horror Venerdì 13, viene ripresa la famosissima maschera di Jason Voorhees per rilanciare il nome di un aperitivo che da vigoroso era ormai diventato “insolito”.

Il Biancosarti rimane oggi un liquore dal sapore un po’ retrò. Ma con il carico di storie alle spalle, merita ancora una seconda possibilità.

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