Sugar Tax: Volume 3. Resa dei conti sulla Legge di Bilancio

Lo so che eravate impazienti di sapere come si sarebbe conclusa la telenovela della sugar tax. E un po’ sto cercando di intrigarvi con l’associazione Sugar Tax – Kill Bill.
Dopo la proposta del governo (qui l’articolo) e la replica dell’Assobibe (qui l’analisi), la fine dell’anno ha messo un punto – forse – fermo sulla questione della tassazione sulle bibite zuccherate. Perché, come ha detto Hattori Hanzo, “La tassa non è mai una strada dritta, è una foresta. E in una foresta è facile smarrirsi. Non sai dove sei, né da dove sei partito”.

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Polemiche sulla manovra. Mille controversie hanno accolto la Legge di Bilancio 2019. Su tutte, le tempistiche con cui il testo definitivo (qui il link per scaricarlo) è stato presentato prima alla Commissione Bilancio del Senato (22 dicembre) e della Camera poi (28 dicembre), senza la possibilità materiale da parte dei due rami del Parlamento di leggerlo e discuterlo, prima che il governo ponesse la fiducia. Le opposizioni hanno scatenato accuse, bagarre e ricorsi alla Consulta. Ma ieri, il 29 dicembre, alla fine la fiducia della maggioranza è arrivata. E la manovra si farà.

Non si fa. Quindi, tirate le somme, cosa succede con la fiducia alla manovra? Molte le retromarce, dopo i tanti proclami dei mesi precedenti da parte del governo.
Prima di tutto, la sugar tax non passa. Naufragata anche la proposta della Lega di inserire la Tari (tassa sui rifiuti) in bolletta. Mentre l’aumento dei canoni per le multinazionali del petrolio – rivendicata spesso dal MoVimento 5 Stelle – non ha mai nemmeno visto i tavoli di lavoro.
Non s’ha poi da fare il taglio sui cosiddetti superticket della sanità pubblica (10€ per prestazioni diagnostiche e specialistiche). Così come rimane al 22% l’Iva su pannolini e assorbenti. Altra occasione persa per detassare (Iva dal 22% al 4%) beni che non definire “di prima necessità” – come i rasoi da barba, d’altra parte – sembra un insulto all’umana intelligenza.

Si fa. Stanziati 7,1 miliardi per il reddito di cittadinanza (scesi rispetto ai 9 iniziali): ne beneficeranno in 5 milioni nel 2019, da fine marzo per i successivi 9 mesi.
Scesi da 6,7 a 4 i miliardi per “quota 100” sulle pensioni. Taglio progressivo invece sulle cosiddette “pensioni d’oro”, sopra i 90 mila euro (fino al 40% su quelle superiori ai 500 mila).
Riservata a cittadini in “grave e comprovata difficoltà economica” la pace fiscale – come era stata definita dalla Lega in campagna elettorale. Isee inferiore ai 20 mila euro, altrimenti nessuno sconto sui debiti da parte del Fisco.
Passa il nuovo congedo di maternità: le lavoratrici potranno decidere, d’accordo con il medico, di lavorare fino al parto e astenersi per i 5 mesi successivi. Salgono da 4 a 5 i giorni di congedo di paternità. Aumento da 1.000 a 1.500€ del bonus asilo nido.
Taglio dei 550€ di bonus cultura per i 18enni su cinema e concerti, rimane per libri ed e-book. Stanziati 40 milioni per il fondo di finanziamento alle università, 10 per quello alla ricerca.
Eliminato il regime fiscale agevolato per gli enti no-profit: l’Ires passa quindi dal 12 al 24%. Dopo le proteste, il governo ha promesso di rivedere la norma già a gennaio con il primo provvedimento utile.
Rimane, ma in forma molto più lieve di quanto prospettato, l’ecotassa sulle auto più inquinanti: da 1.100€ per emissioni tra 161-175 COg/km, fino a 2.500 oltre i 250 COg/km. Incentivi di 6 mila euro per l’acquisto di auto elettriche.

Questi i punti più salienti di una Legge di Bilancio quanto mai discussa e controversa durante il suo iter, che sta già lasciando stralci di veleno tra opposizioni e maggioranza. Chiuso questo capitolo sulla sugar tax, ci diamo appuntamento alla prossima polemica a riguardo – non dubitate, la rivedremo prossimamente.
Intanto, ormai assuefatti dalle questioni di palazzo, non perdetevi gli aggiornamenti sulla politica italiana, letti con delle lenti diametralmente diverse, ma complementari:

1. Se volete essere guidati con lucidità nel mare in tempesta del governo e dell’opposizione, vi lascio in ottime mani con il blog del mio collega Giacomo ‘Gek’ Salvini, Il Transatlantico. Quando un giorno sarà direttore di un qualche quotidiano nazionale, vi ricorderete del mio consiglio di tenere d’occhio i suoi pezzi!
2. Se vi piacciono le metafore ardite e sperimentali e avete una qualche conoscenza dello sport, beh che dire: io un blog come quello del mio collega Marco ‘Capps’ Capponi, Salvi in corner, non saprei nemmeno come qualificarvelo… visionario!
3. Dulcis in fundo, se invece volete lasciarvi suggestionare dai meme – lo so che avete aperto questo articolo solo per la copertina! – e da come spiegano istantaneamente la realtà, non perdetevi il blog della mia collega Giorgia ‘Gio’ Fenaroli (non è che sia sto gran soprannome da mettere tra virgolette, ma ormai questo è lo stile), PoliticaMeme. Perché, come dice lei “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si può memare”!

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