Un liquore al pasticciotto. Il Salento in una goccia alcolica

In bocca, il sapore del pasticciotto. Nel bicchiere, un sorso di liquore. Ma, seduti al tavolo dell’Agriturismo Villantica di Tuglie (Lecce), il tutto è stato servito in simbiosi. Perché qui, grazie alla creatività di Patrizia Villanova e Salvatore Alemano, il liquore si fa anche con il dolce più famoso del Salento.

Signora Patrizia, perché un liquore al pasticciotto?
Perché nel 2005 io e mio marito abbiamo avvertito un’esigenza, un vuoto nel mercato locale. La produzione di limoncello – che producevamo da 5 anni – era ormai inflazionata dai prodotti fatti in casa, mentre le creme di liquore avevano ancora molto potenziale da mostrare.

E quindi?
Allora abbiamo virato questi prodotti. E, tra le altre, ci è venuta l’ispirazione di provare a concentrare l’essenza del pasticciotto in una nostra creazione, che con il bere richiami alla mente il suo sapore avvolgente sul palato. Un’idea che ha voluto coniugare tradizione, quella del dolce più tipico del Salento, e innovazione, quella della presentazione della storia dolciaria leccese in un alcolico.

Come si realizza un liquore così particolare?
Gli ingredienti vengono trattati a freddo. Sono gli stessi che le pasticcerie utilizzano per realizzare la crema del pasticciotto: latte, panna, zucchero, vaniglia, limone. Aggiungendo la grappa, si ottiene una gradazione alcolica del 17%. Un liquore cremoso, dolce e poco alcolico. Lo definirei un dessert da bere, che entra in bocca con il sapore della vaniglia, come la crema pasticcera, per poi lasciar spazio al gusto forte e deciso del limone e della grappa.

Con attenzione alle materie prime?
Senza dubbio. Prima di tutto, cerchiamo di sfruttare gli aromi della nostra tenuta, come i limoni. Latte pastorizzato e panna, invece, solo dall’Italia. Teniamo particolarmente alla freschezza delle materie prime, che determina la qualità del liquore.

Tutta questa attenzione ha ripagato le aspettative?
Siamo molto entusiasti del fatto che i nostri clienti più affezionati – incredibile a dirsi – sono proprio quelli che generalmente non bevono alcolici. La bassa gradazione alcolica, l’abbinamento con un gusto familiare e dolce, e soprattutto la cura nella scelta degli ingredienti e nella produzione, possono spiegare questo successo. Perché, in fondo, descriverlo è una cosa, ma quando lo si assaggia, è tutta un’altra percezione.

Che riscontro avete avuto sul mercato?
Dopo più di 10 anni di attività, abbiamo riscosso molto successo sul territorio e siamo ben radicati nel Salento. Abbiamo deciso di non confrontarci con la grande distribuzione, per non rischiare di dover abbassare gli standard dei prodotti per effetto della concorrenza nazionale. Produciamo circa 10.000 bottiglie all’anno, che vendiamo sia in enoteche e gastronomie specializzate sul territorio, sia online, una modalità di vendita sempre più utilizzata dai nostri clienti.

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Un liquore che non nasconde certo una strizzata d’occhio verso i giovani, quindi. Ma il suo gusto classico, che richiama ad una tradizione centenaria, non scontenta nemmeno i più conservatori. Il liquore al pasticciotto è davvero per tutti, anche per gli astemi più avventurosi!

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