La Favorita, il film in tazza grande

Ci risiamo. La cioccolata calda quest’inverno ha dato grandi soddisfazioni. Perché, dopo Lo Schiaccianoci (qui il link all’articolo), ci apre le porte dell’ultimo film di Yorgos Lanthimos, La Favorita. Se la forzatura c’è, la colpa non è tutta mia. Parlate con la 20th Century Fox. Io prendo spunto, per stuzzicare la vostra curiosità – consiglio spassionato, andate a vederlo! – e per lasciarvi poi nelle mani della mia collega Emanuela ‘Manu’ Colaci e del suo blog Who’s Afraid Of Queer (scoprirete da soli come, dove e perché).

Un film da 10 nomination – Niente spoiler, promesso (qui una delle migliori recensioni). La Favorita è il racconto delle trame di corte dell’Inghilterra di inizio ‘700, sotto il regno della regina Anna Stuart.
Il regista greco ha usato una lente grandangolare per mostrare la sontuosità della messa in scena di palazzo e l’ha astratta dalla realtà esterna. Per collegarle, solo qualche sottile filo storico (come la guerra di successione spagnola). Vicende marginali, quelle gestite dagli uomini: tanto quanto lo è la stessa figura maschile, quasi ridicolizzata.
È la donna, invece, la figura imprescindibile. Non c’è mai dubbio su chi sia il sesso forte che gestisce le leve del potere. Non solo la regina, debole e bisognosa di cure. Ma soprattutto le due donne combattive e appassionate, Sarah Churchill, duchessa di Marlborough, e la cugina Abigail Mills, nella loro lotta psicologica.
Lanthimos, nella sua complessità e profondità, ci guida fino alla dissolvenza finale, tanto bella quanto crudele. In attesa del responso dell’Academy, che il 24 febbraio deciderà quante statuette – sulle 10 nomination – assegnare a La Favorita nella notte degli Oscar 2019.


Un triangolo sul filo del rasoio – 
Quello che si intuisce dal primo frame è la discontinuità con i film sulle favorite del re. Perché qui regna una donna. Trama tutta al femminile – magistrale interpretazione del terzetto Olivia ColmanRachel WeiszEmma Stone – di competizione per conquistare il cuore della sovrana e i suoi favori.
Ma se per le due dame è sottile il filo che separa affetto da arrivismo, la regina Anna mostra tutta la complessità di una donna sola al potere, con i fantasmi di un passato difficile e il bisogno spasmodico di tenerezza. Un continuo tira e molla con Sarah Churchill, tra stima, attaccamento e provocazioni. Un crescendo di dipendenza dalle attenzioni di Abigail Hill, che presto snatura la stessa ingenuità della ragazza.
Un amore che corre su due corsie. Mentre la terza si incancrenisce, corrosa dalla rivalità e dalla gelosia. Un amore delicato, un’attrazione degenerata. Una storia omosessuale che scandaglia la profondità della psiche femminile, del rapporto tra sentimenti e potere.

Chi erano – La Favorita è un film in costume, ma non un film storico. Ma è minuzioso il lavoro filologico sotto. La regina Anna è stata la prima sovrana del Regno di Gran Bretagna, dopo l’unione di Inghilterra e Scozia nel 1707, ma l’ultima del casato Stuart. Regina dal 23 aprile 1702, dovette subito affrontare una guerra con la Francia: la guerra di successione spagnola (1701-1715), per impedire che il nipote di Luigi XIV, Filippo, diventasse re di Spagna e unisse le due corone.
La corte della regina era pressoché come ne rappresentata dalla pellicola: un luogo dove Whig (ricchi mercanti) e Tory (proprietari terrieri) si contendevano il potere, cercando di influire sulle scelte della regina attraverso il rapporto con la favorita – o, meglio, le favorite.
Le favorite, appunto. Sarah Churchill, duchessa di Marlborough: personalità forte, una delle donne più influenti della storia britannica, Mistress of the Robes, la più alta carica a corte. Franca, mai adulatoria, potente e astuta, possessiva e superba. Alleata dei Whig. Intima con la regina Anna, le due si chiamavano per nomignoli: Mrs. Freeman, Sarah, e Mrs. Morley, Anna. Cadde in disgrazia per incomprensioni personali e politiche con la sovrana. E per la comparsa sulla scena di Abigail Hill. Introdotta a corte dalla cugina Sarah come Lady of the Bedchamber (cameriera della regina), Abigail era accattivante, gentile e comprensiva. E divenne ben presto la sostituta di Sarah nei momenti intimi con la regina Anna, durante le frequenti assenze politiche della duchessa. Baronessa di Masham dal 1707, si inserì nei giochi di palazzo, dando una sponda ai Tory. Personalità ingenua, ma divenuta scaltra per proteggere il proprio futuro incerto, che si scontrò inevitabilmente con quella della cugina Sarah. Generata dalla brama di potere. Deflagrata per il ruolo di favorita della regina.

La postilla di chi non ha paura dell’arcobaleno –  “Ho sognato di pugnalarti negli occhi”, scrive risentita Sarah alla regina Anna. Nel suo ultimo capolavoro, Yorgos Lanthimos ha deciso di stravolgere le trame di potere. Del resto non è nuovo alla narrazione per assurdo (vi ricordate l’amore ai tempi di The Lobster?). Una donna al potere, Anna Stuart. Vulnerabile e suscettibile, quanto pigra e senza particolare talento. Due dame che la seducono e detengono la chiave del nuovo Regno Unito.
Il gioco psicologico delle due favorite cresce con gli sguardi e i gesti non casuali, che solo la regina sembra non cogliere. Forse per pigrizia e tedio? Proprio come le conseguenze fisiche della malattia che l’affligge. Anna resta prigioniera delle sue debolezze e si lascia manipolare svogliatamente.
La Favorita lancia una languida associazione tra furbizia, seduzione e prevaricazione, tutta al femminile, che sfata un mito che germoglia in ambienti cattolici come in ambienti femministi: le donne non sono né eroine né vittime, ma esseri fragili che subiscono, come tutti, il fascino del potere.

2019:02:12 La Favorita Poster.jpg

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