Hattori Hanzō, il samurai risorto dalla birra

Porto Sant’Elpidio. Provincia di Tokyo. Non si vede il monte Fukushima, ma il Conero. C’è Leopardi, un samurai e una manciata di luppoli. È così che inizia la storia Hattori Hanzō, la birra dall’anima marchigiana e col cuore internazionale.

Birra da non sottovalutare – «Double Ipa, stile americano, decisamente amara, ma dal sapore fruttato». Così Fabio Raffaeli – fondatore insieme al fratello Marco del Birrificio Familiare Mukkeller – descrive una birra «che scende molto bene, ma dopo un paio si inizia ad accusare il colpo». La gradazione è di 8.3 e la base maltata la rendono una bevuta da non sottovalutare. Birra fresca, il retrogusto di agrumi accompagnano la chiusura secca tipica dell’Ipa della West Coast. Luppoli americani per una birra ambrata, frutto della passione e dell’esperienza dei fratelli Raffaeli del Birrificio Familiare Mukkeller.

Prezzo: €€
Dove: birrerie e pub
Abbinamenti: primi piatti, grigliate di maiale e carni non speziate, formaggi non stagionati

Birra Hattori Hanzo.jpg

Kill Bill da epifania – Perché il nome Hattori Hanzō? «Non riuscivamo a trovare il nome per questa birra», racconta Raffaeli. «Dopo una serata in cui ha steso i nostri amici che l’avevano sottovalutata, io e Marco siamo tornati a casa e abbiamo rivisto “Kill Bill” di Quentin Tarantino. La scena della spada di Hattori Hanzō, maestro samurai e forgiatore di spade ci ha illuminati». Come la spada del personaggio interpretato da Sonny Chiba, la birra del Birrificio Mukkeller è seducente e affascinante, ma anche tagliente e letale. Con un colpo secco può stendere anche il più esperto dei bevitori di birra.

Chi era Hattori Hanzō – Samurai giapponese del periodo Sengoku – lungo periodo di crisi politica tra il 1467 e il 1603 – fu un personaggio chiave per l’unificazione del Giappone. Fedele e leale servitore dello shogun (dittatore militare, titolo ereditario) Tokugawa Ieyasu, gli salvò la vita nel 1582, permettendogli quindi di diventare il primo shogun del Giappone unito.
La leggenda narra che il suo addestramento a samurai iniziò a 8 anni sul monte Kurama – luogo sacro nella cultura giapponese – e terminò 10 anni più tardi, quando divenne, giovanissimo, maestro. Uno dei samurai più celebrati nella storia giapponese, simbolo della casta militare aristocratica al servizio – come indica il verbo saburau, “servire”, da cui deriva il loro nome – del proprio signore, il daimyō. Casta colta, di guerrieri che dovevano però conoscere non solo le arti marziali, ma anche le arti zen: l’arte del the (cha no yu) e quella della scrittura (shodō). Uomini letali, sapienti e complessi nella loro esistenza.

Hattori Hanzo.jpg

Menzione d’onore per Luca Raffaeli, amico dall’Erasmus a Vienna e – perché il mondo è proprio piccino – parente dei sopraccitati fondatori del Birrificio!

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