Mumford & Sons, il Delta Tour è whisky che “risveglia l’anima”

È da anni che la band folk-rock inglese Mumford & Sons progetta di buttarsi nel business dei distillati e creare una propria etichetta di whiskey, la Mumford Whisky. Per ora bisogna aspettarlo con il nuovo album, Delta, e il tour che in Italia ha fatto tappa a Milano lunedì 29 aprile al Forum di Assago (qui la mia recensione per La Sestina).

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Whiskey & Sons – 
Awake my soul è uno dei brani più celebri, ma anche ciò che whisky e affini hanno rappresentato nella movimentata vita dei quattro musicisti. «Avevo 11 anni quando i miei genitori mi portarono in una distilleria. Ricordo l’odore molto intenso dell’Edradour nelle Highlands. Mi fecero appena bagnare le labbra: certi ricordi ti si imprimono nella mente. Da allora sono un tipo da scotch», ha confessato il frontman Marcus Mumford.
Meno alcolico ma raffinato a suo modo è il chitarrista Winston Marshall, che preferisce «Coca-Cola dalla bottiglia di vetro, fredda da frigo. Non alla spina o dalla lattina, né con il ghiaccio. Sempre e solo in bottiglia da frigo».
Esperienza surreale invece quella del pianista Ben Lovett e del batterista Ted Dwane che nel 2011, in occasione del Bluegrass Festival di Telluride (Colorado), vennero fermati dallo sceriffo della contea: «Sono 100 dollari di multa per consumo di alcool in luogo pubblico.Ma odio vedere sprecata la birra. Quindi avete 15 secondi per berla tutta d’un fiato e passerò oltre». Poteva andare peggio: cento dollari in meno nel portafoglio, una birra buttata in più.

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Un folk in evoluzione – I Mumford & Sons nascono come gruppo indie-folk a Londra nel 2007. Banjo, contrabbasso, pianofortem e percussioni creano il loro stile inconfondibile, fresco e ritmato. È del 2009 il primo album Sigh No More, bissato da Babel nel 2012, con testi profondi, sinceri e commoventi. Il terzo album Wilder Mind del 2015 rivoluziona il loro stile: arrivano le chitarre elettriche con cui si esprimono idee musicali più intime e rock. Grande attesa nei 3 anni che hanno preceduto Delta, per scoprire quale tipo di strada hanno deciso di prendere i Mumford: se proseguire le nuove sonorità rock o se riabbracciare il banjo degli esordi.

Delta e il tour – Il quarto album è stato alla fine una sorta di compromesso.Pubblicato il 16 novembre 2018, vede una netta ripresa degli elementi folk del passato, ma con nuove sperimentazioni che tendono al pop nei i testi più orecchiabili e i suoni più elettronici.59614196_1000357230159377_1852094072466964480_n.jpg
Il Delta Tour sta impegnando i Mumford in tutto il mondo, più di 60 tappe dall’Europa all’Australia. Marcus & Co. sono tornati carichi più che mai, con la consapevolezza che i fan hanno accettato la nuova forma stilistica intrapresa dal 2015 in poi. In concerto è però evidente che il folk la fa da padrone, con il pubblico che canta, balla e rende più divertente l’atmosfera più intima delle ultime canzoni. Non a caso la band ha ben pensato di reinserire il banjo in quasi tutti i brani del nuovo album. E la scelta ha ripagato: Guiding Light in apertura e Delta in chiusura – con la suggestione dei coriandoli lanciati nell’aria e illuminati dalle luci del Forum per salutare il pubblico italiano.

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